Lunedì, 21 Dicembre 2020 10:28

PASCUCCI AMBASCIATORE DI ITALIASQUISITA

All'entrata del ristorante si erge quest'omaccione dagli occhi color battigia del mare,

mare che ha sempre amato e trasformato in alta cucina. L'accento romano c'è, eccome, ma con una bella e fresca dialettica, si sente che anni fa si è iscritto a Lettere moderne perché gli piaceva studiare; mentre il corpo è ben allenato, dinamico e coi muscoli da windsurfista da sempre.
La sua è stata una vita tra libri, tavole e dune del mare, e soprattutto tanto tanto pesce da lavorare. Gianfranco Pascucci è una persona fiera, con i propulsori sempre pronti a partire, siano essi collegati ai suoi polpastrelli per sfilettare il grasso sottopelle della muggine dell'oasi WWF o per investigare negli antri segreti delle seppie, come un Lovercraft cuciniere, oppure siano essi connessi al suo cervello, mai stanco di pensare agli abissi e alla sue creature. Nel suo “Porticciolo” di Fiumicino ormai è considerato come uno dei più grandi autori e fautori della grande cucina di mare italiana, ma in un senso nuovo, attivo e attivista, intelligenza e sensibilità che si fondono a coralli, alghe e mondo ittico per una gastronomia sostenibile e creativa fino all'inverosimile. Saprebbe sfilettare uno squalo intero con un coltello minuscolo, con indosso la sua giacca da chef in jeans, scarpe da tennis e ironia da lupo di mare.

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